|
ATTIVITA' FISICA
Un’
attività motoria capace di provocare anche un movimento psichico,
interiore, o quantomeno capace di evitare un immobilismo sia fisico che
mentale. Il presupposto era quello che i blocchi psichici si esprimono
attraverso rigidità fisiche e che i blocchi fisici sono spesso sintomo
di rigidità mentale.
Gli esercizi fisici, servirono non solo a
dare al corpo maggiore scioltezza, ma anche a favorire coordinazione,
sensibilità fisica, conoscenza del proprio corpo, resistenza, benessere
dopo la seduta.
CINEFORUM
La finalità è quella di proporre film che apportino idee e provochino riflessioni.
Film in cui il modello di persona è quella che affronta la vita e le
difficoltà della vita con coraggio, con coerenza, con caparbietà, con
altruismo, seguendo il proprio bisogno di libertà, di verità e di amore.
LETTURA
L’attività
del giovedì pomeriggio è costituito da un momento di lettura di un
libro che si completa poi con la preparazione di un tè su un fuoco
naturale e con un momento di canto corale. Questo è realizzato in un
ambiente naturale: nel periodo estivo in un bosco, dall’ autunno in poi
in un piccolo cascinale ai limiti di un grande prato circondato da
alberi alle pendici dell’ Alben.
In quanto alla lettura si è
rilevato che il leggere in gruppo aiuta la comprensione e fa crescere
il desiderio di sapere e di conoscere. Dalla lettura del libro partono
le riflessioni, gli scambi di impressioni e di opinioni, che
favoriscono da una parte la comprensione e dall’altra la messa in
comune delle esperienze di ognuno.
È stato riconosciuto da tutti che questo porta a capirsi di più, aiuta
a capire meglio gli altri oltre che a capire più in profondità il
libro.
LA CAMPANA DELLA CONSAPEVOLEZZA
È
una campana tibetana. Viene suonata con tre tocchi ogni mezz’ora ed è
obbligo interrompere qualsiasi attività che si stà svolgendo. Ci
ricorda che siamo in questo luogo per prenderci cura della nostra
mente.
ATTIVITA' CREATIVA
Nell’ambito delle attività riabilitative su pazienti portatori di
disagio psichico l’attività creativa può funzionare come strumento di
comunicazione e di integrazione nel gruppo.
La possibilità creativa è spesso imbrigliata dalla sofferenza e dai limiti che la stessa pone.
Attuare un percorso di creazione artistica spesso individua un canale
di comunicazione con l’altro che difficilmente viene sperimentato in
altri tipi di contesti.
Il prodotto della creazione artistica , viene vissuto , all’interno
della relazione con il conduttore e con il gruppo , come indice
dell’evoluzione e del percorso che il paziente attua per arrivare alla
produzione del prodotto stesso , che diviene oggetto di cui si può
parlare, su cui si può intervenire , attraverso il quale si può
apprendere e sperimentarsi.
Le tecniche attraverso cui si può attuare questo processo sono
molteplici a seconda del campo su cui si vuole intervenire , ciò
presuppone che l’operatore sia disponibile ad affrontare le molteplici
difficoltà che spesso imprevedibilmente si presentano , che abbia
padronanza della tecnica e che sia disponibile ad affrontare le
situazioni con duttilità e disponibilità soprattutto nel caso in cui
sia necessario intervenire in maniera diretta in una situazione di
disagio.
L’intervento attivo può essere vissuto come testimonianza di una
particolare disponibilità e facilitare un’alleanza terapeutica
favorendo l’inserimento dell’ospite nel gruppo.
L’intervento si articola su più livelli:
- Osservazione e decodificazione della produzione, per rilevare le diverse fasi del processo e coglierne il messaggio comunicativo
- Attuare
strategie che canalizzino le energie verso uno scopo specifico allo
scopo di rafforzare l’autostimae acquisire una maggiore fiducia in se
stessi
- Stimolare la comunicazione e la socializzazione nel rispetto delle norme di gruppo.
Il lavorare in gruppo ha infatti una significativa funzione socializzante in quanto aiuta a modulare il rapporto con gli altri
|