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N° 22190/10/S

Inaugurazione Impressioni

Venerdì 28 giugno alle ore 17 si inaugura in Sala Zapparoli l’esposizione artistica Impressioni di Paolo, ospite della Comunità La Bonne Semence.

In seguito alla serata inaugurale con buffet, la mostra sarà visitabile fino al 12 luglio negli orari di apertura dell’ONP Bistrò: dal lunedì al venerdì dalle ore 7,30 alle 16,00.

Questa esposizione è stata fortemente voluta da La Bonne Semence non solo per il suo valore artistico, ma anche perché è l’espressione positiva di un percorso terapeutico che investe sulle doti delle persone portando ad una crescita personale, oltre che artistica.

Le Impressioni di P. descrivono luoghi indefiniti fatti di colori e forme, sono posti in cui perdersi e vagare in una piacevole atmosfera.
Con la fotografia P raggiunge una dimensione astratta fatta di meraviglia: possiamo creare infiniti mondi da pochi oggetti, semplici suggestioni: occhiali da vista, una finestra, un cd. Qualche volta si può intravedere una mano o un volto che si nasconde nella sapiente disposizione delle cose.
Lo spettatore si troverà ad immaginare ambienti senza gravità infinitamente piccoli, come quelli visibili al microscopio o infinitamente grandi, come gli spazi siderali dove gli elementi nel vuoto seguono la propria caoticità in armoniosa noncuranza di noi umani. Alcune ambiguità visive (dentro o fuori? ingresso o uscita? separazione o unione?) all’interno di queste fotografie descrivono bene una dimensione psicologica dove il mondo interno è aperto alla fusione con la realtà, la quale perde i suoi confini di senso e scompone l’identità tra i suoi multiformi elementi.
L’operazione artistica di P non è indifferente: dal caos e dalla frammentazione è possibile ricavare un tutto armonico, momenti di bellezza, estasi visive da comunicare agli altri.

Gli specchi sono un invito ad una riflessione visiva e filosofica sul significato che può avere un'immagine di sé in frammenti. Chi guarda negli specchi potrà contemplare la propria figura segmentata tra gli elementi geometrici che volutamente impediscono una visione piena: l’opera non è mai fruibile al di fuori del suo contesto ambientale, che spesso riflette anche lo spettatore in un gioco di rimandi e di luci.
Questa esposizione presenta l’ultima produzione di P, il quale lavora da diversi anni all’interno del laboratorio di Arteterapia della Comunità La Bonne Semence, dove vive.
Partendo dall’elaborazione a macchie di colore spruzzate o gettate, secondo il dripping di J. Pollock, è ultimamente approdato alla fotografia e al lavoro con gli specchi e il legno, ispirandosi all’arte povera degli anni ‘60.

L’Arteterapia ha permesso a P di entrare nel ruolo di artista dandogli l’occasione di esprimere il proprio punto di vista con il linguaggio visivo. Fare l’artista è prima di tutto fare un lavoro: P si è guadagnato questo ruolo lavorando ogni settimana con costanza e per lungo tempo, sperimentando coraggiosamente nuove tecniche, esponendosi al giudizio degli altri.
Per la prima volta questi lavori si aprono ad un pubblico più ampio in un’esposizione, che rappresenta certamente un passaggio delicato per chi convive con un malessere psichico.

 

Stefania Visinoni, arteterapeuta, racconta:

"Ho promosso questo evento per svariati motivi, primo fra tutti perchè credo nel valore dell’opera che si è dimostrata capace di comunicare e di far riflettere con un linguaggio artistico contemporaneo.

Riguardare le fotografie è stato un passaggio faticoso per P, per poterlo fare è stato necessario un anno di lavoro e non sapevo se fosse possibile per lui portare avanti la cosa.

Ho visto la sua battaglia per ottenere un’impaginazione impeccabile, recuperando un passato da geometra che inizialmente ha causato capogiri e affaticamento. La motivazione è rimasta alta e presto questa attività di concentrazione e precisione è ridiventata possibile. Ho fatto compagnia a P mentre litigava con i numeri, le righe e le squadre, i pezzettini di scotch biadesivo. Ho conversato e a volte discusso dei suoi lavori, abbiamo parlato del loro valore, economico e umano. Chi come me ha potuto assistere al suo percorso, che festeggiamo con questo evento, sa che esso rappresenta un’evoluzione artistica ma anche un cambiamento personale, una maturazione.

Un'altra buona ragione per far migrare queste immagini è questa: il loro creatore non può farlo, vivendo ritirato per motivi di salute. Questa rappresenta per P una possibilità concreta di comunicare con il mondo e di arricchire di senso il proprio lavoro; per questo sarò grata a tutti coloro che vorranno scrivere un proprio commento sul libro visitatori, lasciano traccia del loro passaggio."

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